Aprile 22, 2024

Il Caffè Keynesiano

UN SORSO DI ECONOMIA PER LA PAUSA QUOTIDIANA

La complessità del mercato elettrico: attenzione a quello che si legge sulle bollette

Negli ultimi mesi abbiamo assistito, diverse volte, ad annunci da parte dei media dove si affermava che il caro bollette sarebbe rientrato. Durante il lockdown alcune agenzie di informazione del calibro di Bloomberg erano arrivate addirittura ad affermare che i consumatori sarebbero stati pagati per l’elettricità consumata, visto che la crisi aveva abbattuto i prezzi del mercato. Nella maggior parte dei casi queste informazioni si sono rivelate sbagliate, in quanto non fondate su una solida comprensione delle dinamiche del mercato dell’elettricità. Il ragionamento più comune tra giornalisti in queste settimane è che al calare del prezzo del gas debbano calare anche le bollette. Tuttavia, la realtà del mercato elettrico è molto più complessa di così, e se è vero che c’è una relazione tra il prezzo del gas e quello dell’elettricità che viene distribuita al consumatore, è vero anche che i passaggi intermedi sono molteplici. Parliamo, infatti, di una commodity che ha caratteristiche molto particolari e che, non essendo facilmente immagazzinabile, si espone molto più di altri prodotti alla volatilità dei prezzi. Cerchiamo quindi di ripercorrere il flusso commerciale dell’elettricità, analizzando come diversi mercati determinino il prezzo finale che il consumatore andrà pagare in bolletta.

Il mercato dell’elettricità wholesale (all’ingrosso) e retail (al dettaglio)

Lasciando perdere per un attimo il mercato del gas e, più in generale, dei combustibili fossili, esaminiamo il percorso dell’elettricità a partire dai produttori. In Europa così come negli Stati Uniti la produzione elettrica è stato liberalizzata verso la fine del secolo scorso. In un contesto competitivo, coloro che hanno degli impianti di produzione, che siano alimentati a rinnovabili o risorse fossili, vendono i loro prodotti nel mercato all’ingrosso (wholesale market). Tra i compratori del mercato all’ingrosso abbiamo grandi consumatori industriali, che per risparmiare preferiscono stipulare contratti a lungo termine direttamente con i produttori, e i così detti rivenditori al dettaglio, ovvero quelle aziende che si occupano di portare l’elettricità nelle nostre case.

Il mercato al dettaglio (retail market) è il secondo mercato che troviamo seguendo il flusso commerciale dell’elettricità. Ed è qui che avviene la vendita al consumatore finale (fatta eccezione per i grandi consumatori), nonché dove si determina il prezzo della bolletta. Se nel mercato all’ingrosso il prezzo dell’elettricità rispecchia per lo più quelli che sono i costi di investimento e di produzione (quindi anche dei combustibili), nel mercato al dettaglio, invece, oltre a tali voci di spesa devono essere incluse anche quelle di trasmissione e di distribuzione, con annesse tassazioni.

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Il prezzo di una bolletta tedesca pre-crisi del settore energetico

Il grafico ci mostra come una tipica bolletta tedesca (del periodo precrisi energetica) possa essere suddivisa nei suoi vari costi, passando dal mercato all’ingrosso, là dove l’elettricità viene immessa in rete dai produttori, al mercato al dettaglio, dove l’elettricità raggiunge i consumatori finali.  Volendo essere precisi, ci sarebbe anche un terzo mercato dell’elettricità, quello dei system services. Si tratta di un mercato di scambio di servizi chiave per il sistema elettrico, anche se ha un impatto limitato sui prezzi finali. Il suo ruolo, infatti, è quello di tenere l’intero sistema che regola l’approvvigionamento energetico in costante equilibrio, evitando così cali di frequenza che potrebbero causare dei blackout.

Il divario dei prezzi e le analogie tra energia elettrica e petrolio

La relazione tra mercato all’ingrosso e al dettaglio dell’elettricità è simile a quella tra il prezzo di un barile di greggio e quello indicato alla pompa di benzina. Se ci pensiamo bene, durante il lockdown i prezzi del petrolio al barile sono stati negativi per diversi giorni, ma il prezzo alla pompa è sempre rimasto oltre la soglia dell’euro al litro. E ormai capita spesso anche che i prezzi dell’elettricità possano andare sotto la soglia dello zero (anche settimanalmente). Nessun consumatore si è però mai visto recapitare un compenso per l’elettricità consumata o andare a fare benzina gratis. In tal senso, il paragone col petrolio può aiutarci a comprendere il divario tra i prezzi, anche se, come detto sopra, l’elettricità ha delle caratteristiche assai peculiari. In primis, non essendo facilmente immagazzinabile, ci deve essere un equilibrio continuo tra elettricità prodotta e consumata. Il petrolio può essere stoccato in barili, navi etc. mentre l’energia elettrica (salvo gli esperimenti di gigantesche batterie) viene consumata o dispersa.

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Il problema della complessità dei prezzi, poi, emerge anche dal fatto che all’interno di questi “macro” mercati che abbiamo descritto (wholesale e retail), ci sono a loro volta dei “micro” mercati che giocano un ruolo determinante sui prezzi. Per esempio, all’interno del mercato all’ingrosso abbiamo prodotti caratterizzati da maturities molto diverse. Ad esempio, ci sono contratti a lungo termine, attraverso cui i produttori vendono gran parte dell’elettricità prodotta e che sono poi quelli che rendono però più difficile un calo di prezzi repentino. D’altro canto, chi distribuisce l’energia elettrica ne determina il prezzo in funzione dei costi d’approvvigionamento che ha dovuto sostenere. Chi ha comprato energia a prezzi bassi ci ha guadagnato durante la bolla del 2022, ma coloro che hanno stipulato contratti durante quel periodo ora deve rientrare dei costi ed è difficile che decidano di vendere sottocosto. Inoltre, ci sono da considerare anche mercati spot, dove l’elettricità viene venduta quotidianamente (day-ahead auction) o anche addirittura momentaneamente (intra-day trading). Ed anche in questi casi l’oscillazione dei prezzi gioca un ruolo nel calcolo del prezzo della bolletta.

La realtà dei Media e quella del mercato dell’energia elettrica

Se soltanto all’interno di uno dei mercati più importanti dell’elettricità c’è così tanta differenza sia in termine di prezzi, sia di prodotti, è evidente che comprendere le dinamiche del mercato nella sua interezza risulta molto difficile. È per questo che si assiste spesso ad errori nelle previsioni o ad annunci shock. Per quanto riguarda le tendenze dei prossimi mesi è molto probabile che si assisterà a un importante calo dei prezzi in bolletta, dovuto sia all’arrivare della bella stagione sia alla normalizzazione dei prezzi del gas (effetto che si può ben comprendere attraverso il merit order model). In un contesto così incerto com’è quello attuale, soprattutto in campo energetico, occorre fare attenzione agli annunci troppo belli per essere veri e ricordarsi che il legame causa-effetto si presta a interpretazioni superficiali e per questo fallaci.

di Guglielmo De Puppi